
Poi, un giorno, tutti gli abitanti della Terra rimasero senza parole. Tranne una parolina semplice semplice: "Sì".
Le altre parole erano andate perdute negli anni. Prima era diminuito il numero delle lingue parlate, poi dei concetti, poi delle parole più comuni. E quella mattina tutti si resero conto di saper dire solo "Sì".
Uscirono giornali intessuti di una fitta trama di "Sì", in ogni carattere e dimensione. Dalle radio e dalle televisioni arrivava il cicaleccio dei "Sì" pronunciati da anchormen, invitati, inviati, imputati. Su Internet la gente poteva cercare solo "Sì", e tutti i risultati erano identici fra loro.
Per strada le discussioni si assomigliavano tutte. I passanti che si fermavano a chiacchierare sentivano spesso di non essere d'accordo, ma tutto quello che riuscivano a dire era "Sì", magari con intonazioni diverse, alte e basse, squillanti o rauche, ma pur sempre "Sì".
Le coppie non potevano più litigare, gli automobilisti non potevano più litigare, nessuno poteva più litigare.
A quel punto arrivò un tizio molto previdente, con un cartello che aveva scritto a mano quando ancora esistevano le parole, e lo mostrò a tutto il mondo:
"Mi volete come re?"