Cena al Buio di Candela
Me ne aveva parlato Matteo. Diceva di non aver mai visto nulla di simile. E visto che anche a me piace vedere nulla di simile, ci sono andato pure io, a cenare al buio.
E' un'esperienza che organizza il Ketumbar, locale etnico/modaiolo di Testaccio, Roma. L'esperienza però non è nè etnica nè modaiola. L'esperienza è che per tre ore ti devi affidare a dei non vedenti che solitamente devono affidarsi a te, e che con una certa dolcezza si assicurano che tu non ti faccia troppo male. L'esperienza è che mangi ma non vedi e non sei sicuro di cosa stai mangiando. Che parli ad entità invisibili nascoste in un buio primordiale.
L'esperienza è bella e, per chi vuole, profonda. Per qualcuno, come me, vuol dire anche rovesciare l'acqua sul tavolo. Vuol dire impiegare tempi titanici per trovare una bottiglia di vino o il cestino del pane. Vuol dire che quando accendono le luci (se vuoi rimanere in sala) scopri un mondo tanto diverso e tanto più banale da quello che immaginavi in quell'oscurità uterina.
Ecco alcune immagini della cena. 
Eccomi mentre rubo dal piatto del vicino.
Alcuni clienti scappano senza pagare.
Trenino. Peppè peppè peppè...
Un orso irrompe in sala. Grande ilarità degli astanti.
L'apparizione del profeta Elia.
Una banda di mariachi o un uomo che perde la dentiera.
Qui mentre giochiamo a Twister.


















