L'Elettricista Coraggioso

Scopro che il tale che ha dato il nome alla via in cui abito (non lo cito, ma poco importa) è morto quando aveva tre anni meno di me.
Faceva l'elettricista, pensate. Nato nei dintorni di Udine in un bel giorno di Agosto del 1918. A 20 anni, in piena epoca fascista, entra nella Regia Marina. I corsi durano poco: due anni dopo si trova nientedimeno che nel Mar Rosso, nei pressi di Massaua.
È una delle velleitarie guerre dell' "Impero Italiano". Lui, in qualità di elettricista udinese, è a bordo del Perla, un sommergibile di cui l'Italia va piuttosto fiera, e che pattuglia la tratta tra le coste eritree e quelle yemenite.
Il viaggio comincia male: il nostro elettricista, che all'epoca ha 22 anni, si becca una bella intossicazione da cloruro di metile, gas tossico e dolciastro fuoriuscito per un incidente.
La missione, come tutto a quell'epoca, deve continuare, anche se gran parte dell'equipaggio è ridotta male dal cloruro e dentro il sommergibile si toccano i 64°C. Quando arriva finalmente l'ordine di rientrare, è troppo tardi: il cacciatorpediniere britannico Kingston è sulle loro tracce.
Quasi tutto l'equipaggio riesce ad evacuare il sommergibile. A bordo rimangono il comandante Pouchain, quasi incosciente, un guardiamarina e il nostro elettricista. Lo sa che di lui non c'è bisogno, ma non vuole abbandonare il sommergibile.
Purtroppo, è peggio per lui: si becca in pieno una cannonata del cacciatorpediniere Kingston.
Gli altri si salvarono più o meno tutti. Il Perla fu rimesso in sesto e continuò la sua attività. Lui, il coriaceo elettricista udinese, ricevette una Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Memoria, peraltro senza più un petto su cui appuntarla.
5 commenti:
che storia!
per chi abita come me all'infernetto non c'è divertimento: sono tutti "comuni del trentino alto adige"...
ahhhhhh che storia! però ho capito come si chiama qusto tizio!! eheheheheheh non sapevo niente di Lui ora si grazie Andrea! E' sempre bello sapere e conoscere le Storie.... ciao ciao un abbraccio e compl. per il tuo blog! :-) rosy
Povero Arduino!Sono veramente orgogliosa e commossa di aver abitato in una via a lui intitolata! Fa un certo effetto dare un volto ed una storia così toccante ad una traversa di via Casana!
Tra l'altro, noto solo io una certa somiglianza con il padrone di casa di questo blog?:-)
Concordo con Pasquale, purtroppo...
che bella storia...
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