La campagna Run Easy di Reebok potrebbe essere un passo falso
Correre divertendosi?
Impossibile non vederla: la campagna Run Easy lanciata da Reebok ha invaso le città.
Immagini di atleti spossati e doloranti, headline sarcastiche che invitano a non prendere la corsa così sul serio da farsi male. Run Easy, insomma.
La campagna è globale, e risponde a precise ricerche di mercato che mostrano come molte persone siano intimorite dall'aspetto agonistico della corsa. Il posizionamento è coraggioso, totalmente antitetico all'immaginario epico creato in questi anni da Nike e Adidas. Il sito creato per l'operazione, che permette di condividere le proprie "corse preferite" in un social network, è ammirevole.
Eppure.
Eppure la campagna ha una grossa falla: eccesso di realismo. Siamo sicuri che chi compra Nike decida veramente di farsi così male? Che con un paio di Adidas ai piedi ci si danni l'anima sulle strade più erte?
Nella realtà siamo più autoindulgenti. Acquistare una marca di scarpe "agonistica" punta proprio ad estinguere il nostro senso di colpa per essere così poco agonistici. La marca è una nostra autorappresentazione. Perché rappresentarci come dei perdenti? Perché è proprio così che ci fa sentire questa campagna Reebok: arresi all'evidenza di non farcela, ci limitiamo a corricchiare. Non solo ci limitiamo noi, ma ce lo consiglia, anche con una certa severità, la stessa Reebok. Un po' spiazzante.
Insomma: ribaltare un cliché crea sicuramente un posizionamento originale, ma funziona? Questo è da vedere.
Peccato che il messaggio positivo di "correre divertendosi", ben esploso nel sito, venga invece completamente perso in questa tetra campagna affissioni, dove viene espresso in negativo e senza un briciolo di spensieratezza.
Associerò Reebok ad immagini di sofferenza per un bel po'.
6 commenti:
io che non ho visto la pubblicità sono un caso a parte? Pensavo che Reebok fosse morta in un incidente di nave negli anni 50....
secondo me l'idea di base è giusta. Reebok sono anni che non riesce a competere con i colossi Nike e Adidas, quindi ha pensato bene di dare un altro tipo di significato al prodotto "scarpa da ginnastica/corsa", stravolgendolo. E correre senza provare dolore (vedi fatica) è alla base di tutti i "footer" amatoriali come me o come Giampaolo (pensa un po'!)... personalmente sono più vicino al posizionamento di Reebok più che a quello di Nike.
Sono d'accordo con te però sulla pessima scelta di porre immagini di sofferenti.
Tu lo chiami PASSO falso, ma potrebbe essere una vera e propria zappa (non "scarpa"!) sui PIEDI.
La head "Schiappe da ginnastica" avrebbe completato il messaggio! Sono anch'io dell'idea che in questa fase storica siamo tutti un po' troppo indulgenti e propensi a chiederci prestazioni al di sotto delle nostre potenzialità, e non solo nel podismo!
fermate tutti!
Quella della zappa e non scarpa te la potevi risparmiare... hihi... Comunque a me non dispiace questa iniziativa pubblicitaria...
a me continua a non dire NULLA....
Posta un commento