martedì 31 luglio 2007

7 modi per far sentire meno soli i parlamentari italiani


Il problema è serio. Dopo che l'onorevole Cosimo Mele dell'UDC è stato trovato in compagnia di due "signore" e di un po' di cocaina in un costoso hotel di Via Veneto, il segretario del suo partito, l'onorevole Cesa, ha sottolineato che "la vita del deputato è dura, bisogna aiutarli nel ricongiungimento familiare". Sarebbe a dire, pagare ai deputati che tengono famiglia fuori Roma la "rilocalizzazione coatta" dei propri cari. Poichè tutto questo sarebbe oltremodo dispendioso per il nostro povero Stato, ecco 7 modi low-cost per combattere la solitudine canaglia dei servitori della Repubblica:


1) Dotare il Parlamento di pubbliche concubine che, allettando deputati e senatori negli stessi corridoi del Palazzo, alla luce - si fa per dire - del sole, non li mettano al centro di spiacevoli scandali. Le suddette concubine potrebbero agilmente mimetizzarsi tra i "pianisti" in mezzo ai banchi;
2) inviare ad ogni parlamentare una bambola gonfiabile tricolore, che nell'alleggerire la loro solitudine rafforzi al tempo stesso il loro senso dello Stato e l'affezione per la bandiera nazionale;
3) delocalizzare i parlamentari: ognuno vota da casa sua, comodamente assiso nella sua poltrona preferita, coi marmocchi che corrono avanti e indietro e l'angelo del focolare che prepara i fusilli (corollario: l'ora del pranzo sarà sincronizzata tra tutti i parlamantari per evitare sprechi di tempo);
4) sviluppare una piattaforma di cyber-sex a Montecitorio, attraverso cui i parlamentari possano sperimentar, in stile "Tagliaerbe", e il ricongiungimento carnale con le proprie care attraverso la rete. Saranno ammesse cyber-sveltine tra una seduta e l'altra;
5) consentire la bigamia dei parlamentari, lasciando che si costruiscano ufficialmente una doppia vita a Roma, con moglie, figli e casetta. In caso di mancata rielezione, la famiglia passa in blocco al parlamentare neoeletto che si trova ad occupare lo stesso seggio;
6) creare un circolo di auto-aiuto "Parlamentari Soli", in cui i poverini possano scambiarsi abbracci e conforto a fronte della loro drammatica situazione sentimentale. I fondi per l'associazione saranno raccolti con Partite del Cuore tra i "Parlamentari Soli" e i "Parlamentari che Rimorchiano Veline in Costa Smeralda", senza gravare sulle tasche dei cittadini;
7) concedere ai Parlamentari Soli dei "permessi affettivi" della durata di due mesi, durante i quali possano tornare a casa a passo di carica per soddisfare le proprie esigenze carnali in modo eccessivo e pantagruelico. Tornati ormai smunti da queste maratone amorose non desidereranno altro che un periodo di pausa - durante il quale potranno svolgere il loro legittimo mestiere.

A presto un sondaggio sulla soluzione che ritenete più adatta.

1 commenti:

Vincenzo ha detto...

E' dura...è proprio dura amministrari...stare a Roma tutte quelle ore seduti, senza pagare un cazzo di nulla, cinema teatri...Pensate per caso ai lavoratori che dal sud sono andati a lavorare a Torino e Milano lasciando casa al Sud? Ma quelli lo fanno per loro stessi, perchè sono ingordi e vogliono mangiare. I politici lo fanno per noi!!